Iconoclasm in Palermo: the beheading of Giovanni Falcone’s statue.

i have been posting news events related to iconoclastic events, where symbols in public spaces are targeted, vandalised, re-coded, de-coded, as part of this year’s course R-lab: architecture, artefacts and signs. this particular event, the beheading of Giovanni Falcone’s effigy in Palermo, reveals a disquieting tension among the citizens of Palermo some 20 years after Falcone’s brutal assassination by the Sicilian Mafia. PTL.

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10:35 CEST+02:00
“Unknown vandals in the Sicilian capital Palermo broke the head off a statue of murdered anti-mafia prosecutor Giovanni Falcone on Monday.

The statue’s head was then rammed against the wall of the Falcone-Borsellino, which it stood outside, causing further damage to the nose and eye area.

“The damage and contempt towards the statue dedicated to Giovanni Falcone are very serious acts; even more so because they were also aimed at damaging a school which has for years carried out important work of awareness and social education,” said Palermo mayor Leoluca Orlando.”

 

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Il FATTO QUOTIDIANO: 10 JULY 2017.

“Vandalizzate le immagini alla memoria del giudice davanti a due diversi istituti scolastici del capoluogo siciliano. Prima è stato distrutto il busto del magistrato davanti ad una scuola allo Zen distrutto, poi è stato dato alle fiamme un cartellone con la foto dello stesso giudice. La preside: “Non è una ragazzata. Non so fino a che punto possano essere stati ragazzi”. Il sindaco: “Questi comportamenti confermano che c’è ancora molto fare ma che siamo davanti a un fenomeno che dimostra il nervosismo di ambienti arroganti e mafiosi che non si rassegnano all’inevitabile sconfitta”

Prima hanno distrutto la statua di Giovanni Falcone. Poi hanno bruciato un cartellone che raffigurava lo stesso giudice assassinato a Capaci il 23 maggio del 1992. E in entrambi i casi  hanno colpito immagini posizionate all’entrata di due diversiistituti scolastici. A pochi giorni del venticinquesimo anniversario della strage di via d’Amelio a Palermo vanno in scena segnali inquietanti. Se siano messaggi mandati direttamente da Cosa nostra o meno, saranno le indagini a stabilirlo. Di sicuro c’è solo che due atti vandalici distinti – entrambi diretti contro il giudice simbolo della lotta alla mafia – rischiano di non essere frutto della casualità. Soprattutto in un periodo in cui a Palermo Cosa nostra sembra sia tornata a rialzare la testa tra scarcerazioni di boss, minacce di a giudici e giornalisti e omicidi. 

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